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L'impatto della YOLO Economy: si vive una volta sola (You Only Live Once)

Ho camminato e poi corso. E poi cercato di cambiare strada, sbagliando a volte. Altre trovando quella giusta. Con caparbietà, decisione, a tratti timore. Perché anche il coraggio richiede paura. E ho proseguito desiderando qualcosa. La felicità.

Il mondo muta rapidamente, a volte più di quanto ci si possa aspettare. La pandemia da COVID-19, in questo senso è stata, ed è, uno straordinario acceleratore di processi di tutte le nature.
Il New York Times ha recentemente raccontato di una corrente di pensiero - non so se poterla definire così - denominata YOLO Economy.

YOLO è un acronimo, “You Only Live Once", si vive una volta sola, reso popolare dal rapper
Drake 10 anni fa e da allora utilizzato dagli amanti del rischio. Ed indica il grido di battaglia di centinaia di migliaia di giovani che si stanno interrogando sul futuro della propria vita e decidendo di rischiare il tutto per tutto.

Alcuni stanno abbandonando i loro lavori stabili per avviare una nuova attività, trasformando una passione nel loro impiego. Altri si fanno beffa dei richiami dei loro datori di lavoro che li vorrebbero in azienda: se non possono lavorare da dove e quando vogliono minacciano di lasciare i loro impieghi senza pensarci su.

Alla base di questa corrente di pensiero c’è l’introspezione e la conseguente consapevolezza che è arrivato il momento di cambiare. La pandemia ha portato a fermarci e a guardarci indietro cambiando così le nostre priorità e portando a galla in noi una nuova cognizione: non vogliamo più vivere in questo modo!

Le storie riportate dal NYT sono decine:

  • Brett Williams , 33 anni, avvocato di Orlando, Florida ha avuto la sua “vocazione YOLO” durante una mediazione Zoom: “Mi sono reso conto che ero seduto al bancone della mia cucina 10 ore al giorno e mi sentivo infelice. Ho solo pensato: “Cosa ho da perdere? Potremmo morire tutti domani”. Così ha smesso, abbandonando una posizione di partner e uno stipendio da grande azienda per accettare un lavoro in una piccola azienda gestita dal vicino di casa e per passare più tempo con sua moglie e il cane: “Sono ancora un avvocato, ma non ero così entusiasta di andare a lavorare da molto tempo”
  • Anche Olivia Messer, ex giornalista di The Daily Beast, ha lasciato il lavoro dopo essersi resa conto che un anno di copertura della pandemia l’aveva lasciata esausta e traumatizzata: “Ero così svuotata che sentivo come se non sapessi fare il mio lavoro ”. Così Messer, 29 anni, si è licenziata e si è trasferita da Brooklyn a Sarasota, in Florida, vicino ai suoi genitori. Da allora si dedica alla scrittura freelance e ai suoi hobby come la pittura e il kayak. Ha riconosciuto che non tutte le persone hanno il coraggio di lasciarsi tutto alle spalle, ma per lei è stato un toccasana.

Se “illanguidire" è l’emozione dominante del 2021, “YOLOing"potrebbe essere la tendenza del mercato del lavoro da quest’anno a seguire. Un recente sondaggio di Microsoft ha rilevato che
oltre il 40% dei lavoratori a livello globale sta valutando la possibilità di lasciare il lavoro quest’anno


“Abbiamo avuto tutti un anno per valutare se la vita che stiamo vivendo è quella che vogliamo vivere - ha detto Christina Wallace, docente senior presso la Harvard Business School - soprattutto per i giovani a cui è stato detto di lavorare sodo, ripagare i prestiti così un giorno ti godrai la vita. Molti di loro stanno mettendo in dubbio questa equazione. E se volessero essere felici in questo momento? ”

Temendo il peggio, i datori di lavoro stanno cercando di incentivare i dipendenti e prevenire il burnout.
LinkedIn ha recentemente concesso ai suoi dipendenti una settimana di ferie retribuita, Twitter ha concesso invece un giorno di ferie extra al mese per ricaricarsi nell’ambito di un programma chiamato “DayofRest”. Il Credit Suisse ha dato ai suoi manager junior un’indennità di 20 mila dollari, mentre

Houlihan Lokey, un’altra azienda di Wall Street, ha concesso a molti dei suoi dipendenti vacanze completamente pagate.

Gli aumenti e le ferie possono convincere alcuni dipendenti a restare. Ma per molti il problema è l’immobilismo e l’unica soluzione è il cambiamento radicale.

“Sembra che siamo stati concentrati solo sulla carriera negli ultimi 10 anni e questa è la nostra opportunità per cambiare” ha detto Nate Moseley, 29 anni, che ha deciso di lasciare il suo lavoro da 130 mila dollari all’anno quando l’azienda le ha chiesto di tornare in ufficio. Ha creato un foglio excel dove ha scritto i suoi programmi per il futuro tra i quali c’è l’opzione di trasferirsi ai Caraibi e aprire un’attività turistica: “ L’idea di tornare alla configurazione pre-COVID sembra così poco allettante dopo lo scorso anno. Se non ora, quando lo farò mai?”

“Molte cose erano in sospeso durante la pandemia - ha detto Jed Kolko, capo economista di indeed.com - in una certa misura, stiamo assistendo a un anno di grandi cambiamenti di vita che iniziano ad accelerare ora” Oltre al cambio nel mercato del lavoro che ti aspetteresti durante i periodi di boom, la pandemia ha creato molti più posti di lavoro da remoto e ha ampliato il numero di aziende disposte ad assumere al di fuori di grandi città. E ciò ha dato ai lavoratori più possibilità di chiedere ciò che vogliono.


Diverse persone tra i 20 e i 30 anni, soprattutto coloro che frequentavano buone scuole e che lavorano in aziende di alto prestigio, hanno detto che la pandemia ha distrutto la loro fede nel loro percorso di carriera. Avevano visto i loro coetanei dalla mentalità indipendente ed innovativa diventare ricchi unendosi a start-up o giocando d’azzardo con le criptovalute. Nel frattempo, i loro capi li stavano facendo annegare nel lavoro banale, o cercavano di automatizzare il loro lavoro, e generalmente non riuscivano a sostenerli durante uno degli anni più difficili della loro vita.

“L’anno scorso è stato importante capire come le aziende valutino davvero la loro forza lavoro - ha affermato Latesha Byrd, un career coach a Charlotte, Carolina del Nord - È diventato difficile continuare a lavorare per le aziende che operano come al solito, senza tener conto di come le nostre vite sono cambiate dall’oggi al domani”

Difficile capire se questa YOLO Economy prenderà piede anche in Italia, ma vale la pena al momento sperarci. Sperare che l’ultimo anno vissuto in questo modo sia servito a scardinare delle convinzioni limitanti.

Del resto si vive una volta sola.
Al lavoro, ai nuovi inizi, a noi YOLOer!
Federica
Society Innovation