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L'indice di Gini, quando la statistica può essere anche sexy
Adesso siamo tutti statistici. Già, perché Corrado Gini, menzionato anche da Mario Draghi, era appunto uno Statistico. Non uno Statista, ma uno Statistico, come me, laureto in Scienze Statistiche. Ora forse lui un po' più famoso di me.

Ma perché è così importante l'indice (di concentrazione) di Gini e la relativa Curva di Lorenz?

L'Indice di Gini misura la equa distribuzione di un fenomeno, in particolare Mario Draghi, così come Banca d'Italia, l'Eurostat, l'Istat ed altre Istituzioni, fanno riferimento all'indice di Gini per confrontare l'equa-distribuzione del reddito nella popolazione di riferimento (nel caso di Mario Draghi, l'Italia, appunto).

Cosa significa questo? Significa riuscire a comprendere se il 20% delle famiglie detiene il 20% del reddito prodotto, oppure ne detiene ad esempio meno.

Un fenomeno (in questo caso il Reddito) si dice equamente distribuito, se una percentuale X della popolazione detiene la stessa percentuale X di reddito. Ciò non avviene, nella realtà, mai.

La curva di Lorenz misura quando la realtà si discosta da un'equa-distribuzione del fenomeno.
© boycewire.com
Nella sua semplicità l'indice, misura nel tempo, la ricchezza (o la povertà) di una nazione e permette di misurare nel tempo gli effetti di manovre ed interventi.

Come si calcola? L'indice di Gini è dato dal rapporto tra l'area della superficie A diviso l'area della superficie A+B. Un indice di Gini basso indica la tendenza all'equa-distribuzione del fenomeno: 0 indica la perfetta uguaglianza/distribuzione, mentre un valore alto indica una forte diseguaglianza, in particolare 1 (o 100%) indica la massima concentrazione di reddito nelle mani di una singola persona.

Nel grafico sottostante, con riferimento al 2017, si nota come l'indice di Gini per l'Eurozona fosse del 30% (0,3), mentre il altri stati (Africa, Brasile, Messico) viene evidenziata una situazione di diseguaglianza molto più marcata.
© europa.eu
Appena laureato mi fu commissionato una piccola ricerca per dimostrare appunto che una piccola percentuale della popolazione deteneva una grossa percentuale del reddito, a sostegno dell'ipotesi che potesse esistere una nicchia di mercato per i prodotti del mio cliente e che valesse la pena dirottare gli sforzi strategici, produttivi e pubblicitari verso quella nicchia.

Diciamo che la statistica può essere anche sexy. Capisco la mancanza che molti possano avere di un Tweet o un post, o una diretta, ma forse è più sexy — in questo momento — l'indice di Gini e la curva di Lorenz.

Ripartiamo da qua,
Filippo
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L'indice di Gini, quando la statistica può essere anche sexy