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SiVola.it: un viaggio chiamato felicità

Abbiamo bisogno di cambiare rotta a volte. E dovremmo farlo, imporcelo.
La destinazione? Qualsiasi. Purché in buona compagnia.
Quei viaggi che non sai né dove ti porteranno e né quando finiranno. Con l’unica voglia disperata di perdersi. Tra i pensieri, tra la semplicità delle piccole cose, abbandonare la routine con tutti i suoi tabù annessi su un tappeto. E così, a piedi scalzi, andare in cerca di quello che ci manca. Di quello che sappiamo esistere da qualche parte. Basta solo trovarlo. Essere pronti.

Claudio Pelizzeni, 40 anni, ex bancario con una laurea in Mercati finanziari alla Bocconi, a 32 anni molla carriera e lavoro sicuri per intraprendere un viaggio alla ricerca della felicità: il giro del mondo senza mai prendere un aereo. Durante il viaggio crea il blog “TripTherapy” in cui racconta questa sua avventura che diventa subito virale, diventando così uno dei travel blogger di riferimento del panorama italiano.

Come nasce l’idea del progetto SiVola.it?

Fino a 32 anni conducevo una vita completamente diversa percheé lavoravo in banca. Ma non ero felice. Non mi piaceva la vita che facevo. Non mi piaceva il mio lavoro. Volevo viaggiare. Ero una persona positiva ed equilibrata solo in viaggio, a casa stavo male. Non avendo fidanzata, moglie, figli e animali domestici, mi son detto “Perché faccio questa vita
qua?”ed ho così deciso di mollare tutto. Mi sono licenziato ed ho fatto il giro del mondo senz’aerei. Da quest’avventura sono nati anche dei libri e sono così diventato scrittore. Nel contempo continuavo la mia attività social e di produzione contenuti finché poi con altri ragazzi, anch’essi travel blogger, abbiamo deciso di metterci insieme, invece di farci la guerra, e di riuscire a creare quel qualcosa che veramente mancava nel settore del turismo attuale italiano

Quali sono i punti di forza che vi differenziano?

Noi siamo prima di tutto viaggiatori. Ci mettiamo sempre la faccia. Questo da un lato ci dà credibilità, ma dall’altro non possiamo minimamente tradirla e la gente questa fiducia la sente. E la sentiamo anche noi e questo ci ha permesso di avere un buon successo. Se non fosse per la pandemia andremmo a gonfie vele! 

Noi crediamo molto nella community che per noi non è solo virtuale; Il virtuale è il luogo in cui semplicemente ci stiamo aggregando, ma le persone valgono tantissimo e nel mondo viaggi questo è applicato perfettamente perché la possibilità di viaggiare con altre persone fa sí che si creino legami veri.

Noi crediamo in una struttura molto verticale, molto snella. Questo ci ha permesso di sopravvivere in un anno di pandemia, nonostante fossimo una startup. Crediamo fortemente nel “Pacchetto Chiarezza” verso l’utente finale, ovvero quello che l’utente paga è quello che effettivamente va a pagare, non c’è nessun “posto nascosto”e questo è il nostro vero cavallo di battaglia.

Noi fondamentalmente non ci stiamo inventando nulla nel mondo dei tour operator, tranne una cosa: i tour operator si stanno scannando sull’orizzonte prezzo perché giustamente attira quello, ma nel momento in cui ci siamo noi con una faccia, le persone sanno che vanno a fare un’esperienza unica. Sono quindi disposti a pagare un prezzo, anche più alto, perché noi includiamo tutte le esperienze che fanno stare bene la persona (considerando il fatto che una volta pagato il viaggio, non dovrà tirare mai più fuori il portafoglio)

La persona più stravagante che hai incontrato?

In India! Sono i più folli, decisamente! Perché sembrano delle Rockstar, ma sono allo stesso tempo degli asceti. Sono dei fuori di testa! Personaggi incredibili, si potrebbe scrivere dei libri su di loro!

Il cibo più disgustoso e il più buono assaggiati?

Il più disgustoso, quello che a me non piace per niente è il Dal bhat del Nepal. Il più buono, a me piace da matti, il Tom Yam, che è una zuppa thailandese.

Come ti vedi rispetto a quando sei partito?

Mi vedo quasi un’altra persona! Ho vissuto tantissime esperienze, tanti input, ho realizzato un giro del mondo, ho scritto tre libri, ho aperto un tour operator e se penso che prima di licenziarmi mandavo i curricula ai tour operator e nessuno mi calcolava...ora mi trovo io nel ruolo opposto e questa cosa mi sembra strana! Nonostante questo, non mi sento minimamente ancora arrivato da nessunissima parte. C’è ancora tantissima strada lunga da fare e vorrei vedermi fra 10 anni, quando sarò sicuramente fuori dai social, a vivere la mia vita, scrivere delle mi avventure...ma una vita decisamente a contatto con la natura.

Nuove esperienze provate?

Tantissime! Sono state tutte nuove esperienze. È un continuo. La settimana scorsa ero in Lapponia ed ho provato la motoslitta per la prima volta! Ho la fortuna di vivere tante emozioni per la prima volta e non mi precludo quasi niente.

E pensare a tutti i chissà che il destino, invece, sa già.
Respiri. La voglia di ridere, litigare, piangere. E poi ridere ancora. Di essere insieme.

Un viaggio chiamato felicità. E in qualsiasi posto andremo, qualsiasi cosa ci emozionerà, qualsiasi direzione prenderemo, alla fine capiremo una cosa: che quello di cui abbiamo bisogno, quello che vogliamo, è solo la felicità. Niente di più.

E tu cosa aspetti? Vola con le tua ali e unisciti a noi: sivola.it
Federica
Society Travel