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Idroponica: quando l'agricoltura incontra l'innovazione (ed il futuro)

Futuro, hi-tech, piante e acqua.
Dietro questi elementi, si cela una realtà miracolosa che permette una, due, cento rinascite come un’araba Fenice.

L’ispirazione? Pensa a quel momento di puro piacere quando gusti un pomodoro dolce e succoso: è questa la sensazione che evoca l’idroponica.

L’idroponica è la coltivazione delle piante fuori suolo, ovvero senza terra e grazie all’acqua. Queste coltivazioni comprendono una vasta gamma di sistemi, in cui il rifornimento di acqua ed elementi nutritivi, avviene attraverso la somministrazione di una soluzione nutritiva ( acqua più sali minerali disciolti in essa).


Sebbene le coltivazioni idroponiche esistano fin dall’epoca degli Assiri-Babilonesi, in qualsiasi luogo in cui ci sia un fiume o un bacino d’acqua, questo tipo di coltivazione è stato riscoperto nel 1930 da Dr. Gericke, all’Università di Berkeley in California, ed è stato rielaborato in chiave moderna nei decenni successivi, anche se ha ritrovato una reale applicazione - diffondendosi come tecnica innovativa e moderna - solo da pochi decenni.

Uno degli esempi più antichi di coltivazione e agricoltura idroponica lo ritroviamo nei giardini pensili dell’antica Babilonia, ma anche presso i popoli che abitavano nelle zone montuose delle Ande, i quali coltivavano giardini idroponici sulla superficie dell’acqua, utilizzando bancali di paglia, fiori e substrati differenti a seconda dei materiali disponibili.


COME FUNZIONA L’IDROPONICA?

Esistono due grandi tipologie di coltivazione idroponica:
  • Quella che impiega il substrato, ovvero un mix di perlite, sabbia, argilla ecc., che viene inumidito e irrigato con acqua e sali minerali;
  • Quella senza substrato dove le radici delle piante sono immerse nel flusso della soluzione nutritiva (acqua e sali minerali);
  • Con questa tecnica di coltivazione senza suolo, l’agricoltore deve prestare particolare attenzione alla quantità di acqua, sali minerali e, più importanti di tutto, di ossigeno erogato. Se la quantità di ossigeno risulta insufficiente per il bisogno della pianta, la sua crescita sarà lenta, se al contrario la pianta sarà correttamente ossigenata, crescerà più velocemente e in salute;
  • Dunque, per ottenere ottimi risultati con la coltivazione idroponica, è fondamentale monitorare questi parametri essenziali.

VANTAGGI DELL’IDROPONICA

La coltivazione idroponica è senza dubbio una delle più innovative ed efficienti tecniche per il giardinaggio e la coltura dell’orto indoor. Grazie ai suoi semplici principi di funzionamento è possibile realizzare un angolo verde in ogni ambiente.

l grande vantaggio offerto dall’agricoltura idroponica è quindi la possibilità di coltivare ovunque, anche dove non c’è terreno o non c’è il clima ideale per poter avviare determinate coltivazioni;
Inoltre essa consente un controllo maggiore della gestione delle risorse idriche e nutrizionali e un certo risparmio di acqua grazie al recupero e al riutilizzo del flusso idrico, che viene raccolto e riciclato per un nuovo ciclo di irrigazione.

Da non dimenticare il vantaggio nel controllo delle malattie legate ai tipici parassiti che normalmente colpiscono le coltivazioni, perché, non essendoci il terreno, viene ridotto al minimo anche il rischio di animali pericolosi ed erbe infestanti.

Tutto ciò porta dei vantaggi anche sull’ambiente perché è possibile ridurre in modo sensibile sia le dispersioni d’acqua, ma anche l’uso di diserbanti e sostanze chimiche, dimostrandosi così un tipo di coltura decisamente più sostenibile e genuina.

SFERA, LA PIONIERA IDROPONICA TOSCANA

Sono quei luoghi, quelle nuove realtà, in cui il tempo sembra essersi fermato, ma allo stesso tempo sembra proiettato al futuro e che raccontano una storia: Sfera Agricola.
Non una storia qualunque, ma una vera e propria impresa agricola diventata caso di successo nell’agritech mondiale, in cui possiamo osservare contemporaneamente sostenibilità e innovazione e che ricorda la semplicità del passato mista all’agricoltura high-tech, quella attenta alla qualità delle materie prime lavorate con moderne tecnologie.

Siamo nella bassa Toscana, precisamente a Gavorrano, in uno spicchio di terra fertile nel grossetano. In questo scenario nasce e vive Sfera.
Luigi Galimberti è l’ideatore della più grande Serra Hi-Tech d’Italia.



Alla base di Sfera c’è il concetto innovativo di orticoltura. Più sostenibile, più integrata con l’ambiente circostante, più attenta alle proprietà dei vari prodotti messi a coltivazione:
«Sono un sostenitore dell’innovazione incrementale nell’agritech: non è facile innovare con il trattore e l’aratro. Occorre innestare nell’agricoltura le migliori tecniche di management»
Ho dichiarato Luigi in un'intervista su Startupitalia.eu

Tredici ettari di tecnologia: l’involucro è digitalizzato e l’irrigazione è gestita con aghi, quindi è di precisione. L’ambiente è tutto controllato in remoto: clima, terreno, irrigazione, misurazione della temperatura. È tutto affidato al computer e collegato alla stazione meteo. Se arriva una folata di vento o il vento aumenta la serra va in protezione e si chiude.
Una vera e propria eccellenza nel panorama dell’agritech europeo.

E in questa realtà con quella strana magia e quel fascino del futuro, mi sono fermata a riflettere.
Giorni strani i nostri, giorni di cambiamenti. Giorni in cui ti fermi a pensare al passato e hai una gran voglia di viverti il futuro.
Vivere di attimi, idee, spunti, pensando che il domani sarà sempre migliore. Ecco, io credo che in questa nuova era tutte le mattine dovrebbero iniziare così. Con idee innovative e la voglia di (ri)cominciare.
Federica

Innovation